Il Blog di Prontocatasto

Dichiarazione ISEE 2024: perché ci vuole la visura catastale

L’importanza della visura catastale ai fini della compilazione di un ISEE accurato

E’ l’inizio dell’anno nuovo e è tempo di procurarsi una nuova attestazione ISEE dichiarazione isee 2024 ci vuole la visura catastaleche, come ricordiamo, sarà valida per tutto l’anno corrente. Uno dei documenti che non si può trascurare per la redazione dell’ISEE è la visura catastale, la quale rappresenta un elemento molto importante per quanto riguarda la compilazione dell’indicatore della situazione economica equivalente. La mancanza della visura catastale ha delle conseguenze sull’accuratezza e quindi sulla validità della dichiarazione.

Il ruolo della visura catastale nell’ISEE

La visura catastale fornisce indicazioni molto specifiche su un immobile e, pertanto, include i dati del proprietario, la categoria catastale, i vani, la superficie completa, la classe e l’ubicazione dell’immobile. È, in sintesi, un documento fondamentale per stabilire il valore fiscale di un immobile. Ecco perché la visura catastale è un documento tanto importane per la redazione dell’attestazione ISEE, la quale è un indicatore della situazione economica di una famiglia: il patrimonio immobiliare incide sulla situazione economica e quindi sul calcolo dell’ISEE.

Potendo accedere ai dati contenuti in visura catastale, si può avere una maggiore accuratezza nel calcolo dell’ISEE. Essendo l’ISEE fondamentale per poter accedere ad agevolazioni e sussidi, avere un ISEE il più accurato possibile fa sì che si possano ottenere più facilmente gli aiuti fiscali necessari. Con un ISEE non corretto, il rischio è di essere esclusi dai benefici.

Infine, per sottolineare ancora una volta l’importanza della visura catastale per la redazione di un ISEE accurato, ricordiamo che la mancata dichiarazione dei beni immobiliari (o la presenza di errori) può far incorrere in sanzioni.

Come richiedere la visura catastale

Per fortuna dei cittadini, richiedere la visura catastale è facile ed economico. Prontocatasto mette a disposizione un servizio che permette di richiedere la visura catastale online con un costo di appena 8 euro. In appena 15 minuti si può ottenere, così, la documentazione richiesta in modo da procedere con maggiore rigore e tranquillità alla compilazione dell’ISEE.

Apostille: cos’è, quando serve, e come si ottiene

Diamo un occhiata più da vicino all’apostilla, timbro di autenticità.

Le persone che si trovano ad interagire con la burocrazia estera – per trasferimenti, affari, apostille-cos-e-quando-serve-e-come-si-ottieneadozioni, o altri motivi – spesso devono provvedere ad ottenere le apostille sui propri documenti. Si tratta di un timbro che permette di utilizzare con valore giuridico un documento in un Paese diverso da quello di provenienza (dove si è ottenuto il documento).

Cos’è l’apostille

L’apostille, o apostilla, o postilla, è un timbro che riconosce l’autenticità del documento e la qualità di funzionario pubblico che ha emesso l’atto. Una volta che un documento è stato apostillato, esso diventa riconosciuto come autentico in tutti gli altri paesi firmatari della Convenzione dell’Aja del 1961.

Quando serve l’apostille

L’apostille deve essere apposta ogni volta che un documento che si ottiene in Italia – ad esempio, un certificato di residenza rilasciato da un Comune – deve essere utilizzato all’Estero, in un Paese firmatario della Convenzione dell’Aja, ad eccezione di quelli che abolito l’apostille (Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Irlanda, Lettonia, Lussemburgo, Olanda (con le Antille Olandesi e Aruba), Polonia, Portogallo e Turchia).

I casi più frequenti in cui è necessario l’apostilla sono: studi o lavoro all’estero, adozioni internazionali, matrimonio all’estero, eredità, transazioni immobiliari, affari, richiesta di residenza o cittadinanza.

Dove richiedere l’apostille

Gli enti preposti per apporre la postilla in Italia sono la Prefettura e la Procura della Repubblica. E’ importante rivolgersi alle Prefetture locali, ovvero – ad esempio – per apostillare un certificato di residenza rilasciato dal Comune di Roma, è necessario rivolgersi alla prefettura di Roma.

E’ anche possibile richiedere i certificati in separata sede (ad esempio richiedere il certificato di residenza online) e poi recarsi presso la Prefettura di competenza per ottenere l’apostille. Questa modalità è comoda per tutti coloro che vivono in un comune diverso da quello che rilascia i documenti necessari: in questo modo, dovranno recarsi fisicamente presso gli uffici locali (la Prefettura) sono una volta. Su Prontocatasto sono disponibili online tutti i certificati rilasciati dagli uffici anagrafe e quelli di residenza.

Come evitare la nullità degli atti di compravendita immobili

Quali sono i documenti da controllare per evitare la nullità dei contratti di compravendita legata ai profili di conformità catastale.

Nel 2010 (con il decreto legge numero 78) sono stati introdotti alcuni obblighi riguardanti compravendita-immobilile informazioni catastali da includere negli atti notarili di compravendita per evitare la nullità catastali. Tra queste informazioni è inclusa la conformità catastale, un documento che attesta che i dati riportati in planimetria catastale sono conformi alla realtà dei fatti.

Cosa occorre verificare, quindi, prima di rendere ufficiale l’atto di compravendita? Le conformità devono essere di due tipi:
1. conformità catastale oggettiva: la corrispondenza tra la rappresentazione catastale dell’immobile oggetto del contratto e il suo stato materiale effettivo. Per ufficializzare l’atto di compravendita, quindi, è necessaria – oltre all’identificazione catastale e al riferimento alle planimetrie depositate al catasto – una specifica dichiarazione degli intestatari di conformità catastali delle planimetria allo stato di fatto. Questa dichiarazione può essere sostituita con un attestazione effettuata da parte di un tecnico abilitato.
I dati che devono corrispondere tra attestazione e realtà di fatto sono:
a. i dati identificativi catastali;
b. le planimetrie con lo stato materiale dell’immobile;
c. il riferimento espresso di corrispondenza tra la planimetria e l’immobile in oggetto.
2. conformità catastale soggettiva: la conformità tra il venditore e l’intestatario catastale dell’immobile. A questo proposito, il notaio è obbligato ad individuare gli intestatari catastali e a verificare la corrispondenza con quanto registrato presso i registri immobiliari.

Come recuperare i dati catastali necessari?

Tutti i dati catastali necessari a verificare la conformità oggettiva e soggettiva sono reperibili online presso Prontocatasto. I documenti più importanti saranno la planimetria catastale – che attesta la distribuzione degli spazi interni di un immobile – e la visura catastale – che riporta i dati identificativi registrati al Catasto.

Come capire se un’azienda è sana?

Quali sono i dati e i documenti da analizzare per sapere se un’impresa è affidabile.

Una ricerca su internet non è mai sufficiente per scoprire se un’azienda è o non come-capire-se-un-azienda-e-sanaè affidabile, specialmente quando si devono valutare investimenti importanti. Come si fa, allora, a valutare un’impresa da diversi punti di vista, in modo da avere informazioni verificate sulla sua affidabilità, il suo stato finanziario, e i suoi trascorsi? Scopriamolo in questa breve guida.

1. Come sapere se un’azienda esiste davvero

Anche se può sembrare banale, la prima cosa da fare sarebbe verificare l’effettiva iscrizione dell’azienda in oggetto all’Ufficio delle Imprese. Per farlo, basterà richiedere la visura camerale online, la quale fornirà informazioni circa la regolare iscrizione dell’azienda all’Ufficio delle Imprese, oltre che tutti i dati societari, anagrafici e legali dell’azienda.

2. Come conoscere lo stato finanziario di un’impresa

I dati importanti riguardo allo stato finanziario di un’azienda lo fornisce il bilancio aziendale, che si può richiedere online su Prontocatasto. All’interno del bilancio, i dati da osservare sono:
• lo stato patrimoniale, per verificare il patrimonio sociale dell’azienda;
• le immobilizzazioni, ovvero le informazioni riguardo agli immobili di proprietà dell’azienda;
• il capitale versato, ovvero quant’è il valore delle somme conferite dai soci;
• il conto economico, che dà informazioni su qual è il flusso di cassa.

3. Come conoscere gli eventuali protesti

Per comprendere se un’azienda è sana è importante sapere se essa ha debiti in atto o se è mai stata segnalata come “cattivo pagatore”. La visura protesti, anch’essa richiedibile online su Prontocatasto, che riporta dati su eventuali protesti, in atto o passati.

Con questi pochi documenti, tutti reperibili comodamente online dallo stesso sito web, ogni cittadino può sincerarsi che l’azienda con cui si sta interfacciando sia affidabile e valutare così eventuali acquisti, investimenti o collaborazioni.

Obbligatorio denunciare la variazione di valore dell’immobile dopo Superbonus. L’Agenzia delle Entrate dà il via ai controlli.

Gli immobili che hanno subito un aumento di valore e/o di rendita dopo aver beneficiato del Superbonus devono essere denunciati al Catasto. L’Agenzia delle Entrate ha dato il via ai controlli per verificare le informazioni registrate nei documenti catastali.

Il panorama delle agevolazioni fiscali legate al Superbonus si arricchisce di nuove variazione-valore-immobile-dopo-superbonusregolamentazioni che coinvolgono direttamente l’Agenzia delle Entrate.

Il Superbonus, introdotto dall’art. 119 del DL 19 maggio 2020, n. 34 (Decreto Rilancio), ha introdotto disposizioni agevolative per interventi di efficienza energetica, sicurezza antisismica, installazione di impianti fotovoltaici, infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici e abbattimento delle barriere architettoniche. Questi interventi potrebbero influire sia sul valore di mercato degli immobili coinvolti, sia sulle loro capacità di reddito, con un possibile impatto sulle rendite catastali registrate nei documenti del Catasto.

Per questo, i proprietari degli immobili sono tenuti a denunciare la variazione del valore dell’immobile. A questo proposito, l’Agenzia è ora incaricata di verificare la presentazione delle dichiarazioni di variazione dello stato dei beni relativi alle unità immobiliari che sono state oggetto di interventi agevolati dal Superbonus.

La verifica assume particolare rilevanza, poiché è finalizzata anche a valutare eventuali effetti sulla rendita dell’immobile, come registrato nei documenti del catasto dei fabbricati. Questo processo di controllo sarà condotto utilizzando liste selettive elaborate attraverso moderne tecnologie di interoperabilità e analisi delle banche dati.

È importante notare che la rendita catastale “proposta” dal contribuente rimane nei documenti catastali fino a quando l’ufficio non procede con i necessari accertamenti informatici o tradizionali, entro dodici mesi dalla presentazione delle dichiarazioni. L’amministrazione finanziaria ha il diritto di verificare le caratteristiche degli immobili e, se necessario, apportare modifiche alle informazioni censuarie iscritte in catasto. Un passo che si colloca nell’ottica di garantire la corretta applicazione delle norme fiscali e la trasparenza nel contesto delle agevolazioni fiscali legate al Superbonus.

Per verificare che le informazioni catastali registrate nei documenti ufficiali siano accurate, i cittadini possono procurarsi i documenti catastali online, accedendo a Prontocatasto e seguendo le procedure guidate. I documenti si ottengono digitalmente, nel giro di qualche minuto, senza bisogno di recarsi fisicamente presso gli uffici catastali competenti.

Trasformazione digitale del Catasto Italiano grazie all’innovazione tecnologica: il punto del Responsabile della Direzione Centrale dei Servizi Catastali

Un viaggio di 40 anni attraverso l’evoluzione del catasto italiano, dalle prime automazioni agli attuali servizi online

In una intervista recente, Claudio Fabrizi, Responsabile della Direzione centrale Servizi Trasformazione digitale del Catasto ItalianoCatastali, Cartografici e di Pubblicità Immobiliare, ha offerto uno sguardo approfondito sulla rivoluzione tecnologica che ha caratterizzato il Catasto italiano negli ultimi decenni. In un contesto dove l’innovazione digitale ha trasformato radicalmente il modo in cui svolgiamo tutte le attività quotidiane, anche il Catasto italiano ha compiuto notevoli progressi nella digitalizzazione e nella condivisione delle informazioni.

La storia della trasformazione digitale del Catasto inizia già negli anni ’80 con i primi passi verso l’automazione, seguiti da interventi normativi chiave nel 1999 e nel 2010 che hanno gettato le basi per l’Anagrafe Immobiliare Integrata. Claudio Fabrizi ha sottolineato come gli obiettivi principali siano stati il miglioramento della qualità dei dati, la semplificazione degli adempimenti e il monitoraggio del territorio.

L’introduzione del sistema WEGIS, poi, ha segnato un passo cruciale, rendendo possibile l’accesso ai servizi del Catasto attraverso la tecnologia WMS, una pietra miliare nella condivisione dei dati cartografici.

L’evoluzione continua con la dematerializzazione delle procedure e la telematizzazione, rendendo possibile la partecipazione attiva dei cittadini nel processo di aggiornamento delle banche dati. Per il futuro, ha rivelato Fabrizi, le prospettive del Catasto sono molto ambiziose: la modellazione 3D del catasto, che porterà l’accuratezza dei dati ad un livello ancora maggiore.

L’intervista ha evidenziato, infine, la trasformazione del Catasto italiano in un sistema informativo “aperto”, con servizi innovativi come il “Geoportale Cartografico Catastale” e la consultazione dinamica attraverso il protocollo WMS. Ad oggi, infatti, i documenti catastali sono accessibili online attraverso piattaforme come Prontocatasto che offrono servizi di consultazione e download online, facilitando ulteriormente l’accesso alle informazioni territoriali in modo efficiente e immediato.

ISA, nuovo principio contabile di revisione bilanci per piccole imprese

E’ stato approvato dall’IAASB il nuovo principio contabile ISA per le piccole imprese che punta a semplificare le procedure.

L’International Auditing and Assurance Standards Board (IAASB) ha approvato il nuovo principioisa-principio-contabile-revisione-bilanci contabile ISA per le piccole imprese. Il nuovo standard sostituirà i 37 attuali ISA fornendo un approccio più adatto alle realtà aziendali meno complesse, come le piccole imprese.

Il nuovo standard ISA è stato progetto considerando le nuove disposizioni per le Società a Responsabilità Limitata (Srl) e risponde all’obbligo, a partire dal 2023, di nominare un organo di controllo o un revisore. Questo nuovo standard rappresenta un passo avanti verso la semplificazione e l’efficienza nel processo di revisione contabile per le piccole imprese.

Caratteristiche del nuovo ISA

Le seguenti sono le principali caratteristiche e novità del nuovo standard per i bilanci delle piccole imprese:
• presenta una struttura chiara e intuitiva per facilitare la comprensione, con un’attenzione al “minimo” delle linee guida settoriali;
• semplifica la procedura di revisione, concentrandosi sugli elementi essenziali senza compromettere la qualità;
• nonostante la semplificazione, il nuovo ISA mira comunque a garantire un livello di qualità paragonabile alla revisione dei bilanci delle grandi aziende;
• utilizza un linguaggio più accessibile e diretto, rendendo il processo di revisione comprensibile anche per non esperti;
• include tutte le fasi della revisione contabile, dalla pianificazione all’identificazione dei rischi, alle procedure di revisione, fino alla formazione del giudizio professionale.

Grazie a queste caratteristiche il nuovo standard dovrebbe permettere di affrontare in modo efficace le sfide specifiche legate alla revisione nelle imprese più piccole, offrendo un approccio pratico e adattato alle loro esigenze.

I bilanci aziendali delle imprese continuano ad essere disponibili alla consultazione presso la Camera di Commercio, oppure online tramite l’apposito servizio di Prontocatasto. In tal caso il documento sarà disponibile, senza troppi passaggi, via email in pochi minuti dopo la richiesta.

Accertamento della Solvibilità Creditizia: come fare

Verificare l’affidabilità economica di un eventuale debitore: cosa consente l’ordinamento e come fare.

Quando si conclude un contratto o un atto di compravendita, il soggetto creditore Controllo della solvibilità creditiziacorre sempre il rischio di non riuscire ad ottenere quanto gli spetti di diritto. Per ridurre al minimo questo rischio, il contraente ha la possibilità di informarsi sull’affidabilità economica della controparte prima della firma ufficiale del contratto. Scopriamo, allora, cosa è consentito dall’ordinamento e come ottenere le informazioni necessarie.

Controllo della solvibilità creditizia: modalità previste dall’ordinamento

L’unico elenco di “cattivi pagatori” previsto dal nostro ordinamento è il sistema di informazioni creditizie “SIC”. Tuttavia, queste informazioni sono consultabili solo da istituti di credito o società finanziarie. Questo però non significa che soggetti privati e aziende non possano informarsi adeguatamente circa la solvibilità di una controparte.

Se il soggetto con il quale si vuole stipulare un contratto è una società o una ditta individuale, gli strumenti per valutare la solvibilità sono molteplici:
richiedere la visura camerale preso il Registro delle Imprese per conoscere nome, sede, atto costitutivo e altre informazioni della società;
• controllare il registro dei protesti per verificare se la controparte è mai stata soggetta a protesti;
• effettuare una ispezione ipotecaria presso la Conservatoria di Registri immobiliari per verificare se l’eventuale debitore sia intestatario di immobili e se su essi gravino pignoramenti, ipoteche o altre istanze;
• tramite una visura PRA si può controllare se la controparte possegga beni mobili (veicoli) e se essi siano soggetti a fermi amministrativi o sequestri.

Come ottenere le informazioni necessarie

Tutti i documenti sopra menzionati sono reperibili online tramite Prontocatasto, la piattaforma online specializzata nella fornitura di servizi catastali e camerali. Le procedure (guidate) sono semplici e veloci e consentono di ricevere la documentazione desiderata in forma digitale tramite posta elettronica restando comodamente a casa.

Come correggere i dati catastali online: la guida

L’Agenzia delle Entrate ha fornito una guida pratica su come correggere eventuali errori riscontrati sui documenti catastali.

L’accesso ai servizi catastali online offre notevoli vantaggi, Come correggere i dati catastali onlineuno su tutti, la comodità di richiedere documenti senza dover visitare gli uffici, riducendo i tempi di attesa e semplificando la burocrazia. Un aspetto altrettanto importante è la possibilità di correggere i dati catastali online, un servizio reso disponibile dall’Agenzia delle Entrate, che ha fornito una guida dettagliata su come procedere.

Correggere i dati catastali: la guida dell’Agenzia delle Entrate

In caso di errori riscontrati nella visura catastale, l’Agenzia delle Entrate indica un servizio specifico a cui rivolgersi. Gli utenti possono richiedere la correzione dei dati direttamente nella banca dati del Catasto, ad eccezione di Trento e Bolzano, dove il servizio è gestito dalle rispettive Province autonome. La richiesta di correzione può essere presentata presso gli uffici provinciali o, in alternativa, utilizzando il servizio online “Contact Center”.

Tramite quest’ultimo, il richiedente che ha fornito le proprie generalità e i dati catastali dell’immobile può ottenere la modifica di dati quali:
• dati anagrafici e altri dati relativi all’intestatario dell’immobile;
• dati relativi all’ubicazione dell’immobile;
• segnalazioni di incoerenza per fabbricato non dichiarato o per fabbricato rurale.
L’esito della richiesta di modifica dei dati verrà comunicato al richiedente tramite posta elettronica.

Come consultare i dati catastali online

Consultare i dati catastali online è possibile grazie a Prontocatasto, la piattaforma che fornisce servizi catastali online. Richiedere visure catastali, planimetrie e altri documenti è molto semplice grazie alle procedure guidate. I documenti richiesti si ottengono tramite posta elettronica in tempi brevi.

​​La verifica e la correzione dei dati catastali diventa così un processo efficiente e trasparente, adattato alle esigenze dell’era digitale.

Visura PRA e privacy

Targa auto: dato privato o pubblico?

La Visura PRA è un documento conservato presso il Pubblico Registro Automobilistico, Visura PRA e privacygestito dall’ACI, che contiene tutti i dati riguardanti la proprietà dei veicoli. In particolare, consente di conoscere chi è il proprietario di un veicolo a partire dalla targa.
Ma è legale richiedere la visura PRA? In altre parole: possono farlo tutti?

Il numero di targa è una dato personale

Una sentenza della Corte di Cassazione del 2011 ha stabilito che il numero di targa, per quanto esso sia visibile a tutti, è un dato personale, un numero di identificazione personale che è riconducibile esattamente ad una persona, fisica oppure giuridica.
Dal momento che il numero di targa è, per legge, un dato personale, è naturale chiedersi se è legittimo, per chiunque, consultare la visura PRA relativa a una qualsiasi targa.

Chi può richiedere la visura PRA

Nonostante sia stato confermato che il numero di targa è un dato personale, la consultazione della visura PRA per targa resta un servizio legittimo e legale: la consultazione è consentita a chiunque conosca quel dato numero di targa.
La consultazione, tuttavia, non è anonima: il richiedente deve presentare un documento di identità e il proprio codice fiscale.

Come si richiedere la visura PRA per targa

La visura PRA per targa può essere richiesta comodamente online. Per richiedere la visura PRA online basta visitare il sito Prontocatasto.it. E’ una piattaforma che mette a disposizione servizi catastali, ipotecari, camerali, e PRA e che consente di richiedere documentazione ufficiale con una semplice procedura online.

La procedura consente di richiedere la visura PRA sia per targa che per telaio e di ottenere il documento mediamente in 15 minuti. Il servizio verrà poi inviato via email come allegato.