Riforma del Catasto e Controlli Superbonus: Obbligo DOCFA, Regola del 15% e Rischi Fiscali

La fiscalità immobiliare italiana sta affrontando la fase più incisiva di riallineamento censuario dell’ultimo trentennio. La convergenza tra le agevolazioni per la riqualificazione edilizia — trainate dal Superbonus introdotto dall’art. 119 del Decreto Rilancio (D.L. 34/2020), unitamente a Ecobonus, Sismabonus e Bonus Casa — e l’esigenza di gettito e trasparenza patrimoniale ha reso insostenibile il disallineamento tra lo stato di fatto degli edifici e le banche dati del Catasto Edilizio Urbano. Per oltre un quadriennio, milioni di unità immobiliari sono state sottoposte a interventi di efficientamento termico, miglioramento sismico e radicale riorganizzazione degli impianti tecnici. Tali lavori hanno comportato un netto salto di classe energetica (frequentemente dalla classe G alla classe A4) e un sensibile incremento del valore economico reale degli asset immobiliari, lasciando tuttavia quasi sempre invariata la rendita catastale originaria, ancorata a categorie, classi e tariffe d’estimo risalenti al biennio 1988-1989.

Di fronte a tale squilibrio sistemico, il Parlamento ha inserito nella Legge di Bilancio (art. 1, commi 86 e 87 della Legge 213/2023) un mandato perentorio per l’Agenzia delle Entrate: attivare un monitoraggio speciale e continuativo volto a verificare se i proprietari degli immobili beneficiari di detrazioni fiscali o di opzioni di cessione del credito e sconto in fattura abbiano adempiuto all’obbligo di variazione catastale. Questo indirizzo di vigilanza è confluito direttamente nel Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) dell’amministrazione finanziaria, trasformando una consuetudine di diffusa trascuratezza dell’aggiornamento censuario in un bersaglio d’indagine primaria.

La disciplina generale dell’aggiornamento catastale trova il proprio cardine nell’art. 28 del Regio Decreto Legge 13 aprile 1939, n. 652 (convertito con modificazioni dalla Legge 11 agosto 1939, n. 1249) e nel Decreto Ministeriale n. 701/1994. Tali disposizioni stabiliscono che qualsiasi variazione nello stato di fatto di un immobile che ne modifichi la consistenza volumetrica, la distribuzione interna o la capacità reddituale ordinaria deve essere denunciata agli uffici competenti entro il termine decadenziale di trenta giorni dalla data di ultimazione dei lavori.

La motivazione dell’attuale accelerazione poggia su principi costituzionali di equità tributaria e capacità contributiva (art. 53 della Costituzione). Una villetta o un appartamento in condominio che riceve una coibentazione perimetrale a cappotto, serramenti a triplo vetro, sistemi di riscaldamento ibridi, batterie d’accumulo e impianti solari fotovoltaici non riflette più la rendita di un’abitazione di tipo economico (classe A/3 o A/4). Mantenere inalterata la tariffa catastale ante-operam crea una situazione di iniquità verso i contribuenti non agevolati e sottrae risorse fondamentali ai Comuni. Le imposte comunali, prima fra tutte l’IMU, nonché l’imposta di registro sui trasferimenti a titolo oneroso e le imposte ipotecarie e catastali, si basano sulla rendita rivalutata. Il mancato aggiornamento, pertanto, non rappresenta più una mera omissione burocratica o formale, ma assume i contorni di una vera e propria sottrazione di base imponibile erariale e locale.

Per chiarire i presupposti applicativi di questa vasta campagna di controlli, l’Agenzia delle Entrate ha emanato la Risoluzione n. 21/E, un documento di prassi che traccia il perimetro esatto dell’obbligo di aggiornamento catastale mediante procedura DOCFA. L’amministrazione ha chiarito un profilo interpretativo cruciale: le regole dettate non operano esclusivamente per gli interventi finanziati mediante il Superbonus al 110%, ma possiedono una portata generale applicabile a qualsiasi intervento edilizio, anche eseguito senza ricorrere ad alcuna detrazione d’imposta.

La Risoluzione 21/E ha codificato in modo stringente il criterio cardine per identificare l’insorgenza dell’obbligo di aggiornamento, richiamando e attualizzando i principi già tracciati dalla precedente Circolare n. 36/E del 2013 e dalla Circolare n. 6/T del 2012. In assenza di modifiche planimetriche e distributive (ovvero quando la sagoma dell’immobile e i muri divisori interni rimangono immutati), la revisione della rendita è obbligatoria qualora le opere eseguite abbiano incrementato il valore capitale dell’unità immobiliare o la sua redditività ordinaria in una misura percentuale pari o superiore al 15% rispetto alla situazione preesistente.

L’applicazione della “regola del 15%” segue un protocollo analitico rigoroso. Il tecnico abilitato deve determinare il valore economico ante-operam dell’immobile; quest’ultimo non si ricava dai valori di compravendita sul libero mercato, bensì dal valore catastale base, calcolato moltiplicando la rendita catastale in vigore per il moltiplicatore fisso stabilito dal D.M. 14 dicembre 1991 per la categoria di appartenenza (pari a 100 per le abitazioni ordinarie del gruppo A, con rivalutazione ai fini tributari). A tale valore ante-operam viene rapportato il costo complessivo delle dotazioni tecnologiche e impiantistiche stabili installate all’interno o al servizio dell’unità. In virtù dei criteri catastali dell’estimo urbano, la rendita esprime un saggio di fruttuosità dell’investimento quantificato forfettariamente nell’1% del valore d’opera, attualizzato o parametrizzato all’epoca censuaria. Se l’incremento di valore indotto dagli impianti (pompa di calore, inverter, accumulo, solare, coibentazioni) determina una crescita superiore a un sesto (15%) della rendita originaria, scatta ineludibilmente l’obbligo della variazione DOCFA.

La Risoluzione 21/E entra nello specifico delle singole tipologie impiantistiche:
– impianti fotovoltaici ed eolici: l’obbligo di accatastamento autonomo o di rideterminazione della rendita non sussiste per gli impianti domestici di ridotta potenza (tipicamente sotto i 3 kW) o per quelli la cui potenza nominale complessiva non eccede il fabbisogno ordinario. Al contrario, la presenza di impianti con potenza superiore a 3 kW per unità, dotati di pacchi batteria di accumulo elettrochimico stazionario di taglia commerciale e sistemi di monitoraggio complessi, concorre in maniera diretta all’aumento della redditività ordinaria, imponendo il ricalcolo.
– sistemi di isolamento termico a cappotto: se l’installazione del cappotto esterno o interno comporta una variazione dello spessore delle murature perimetrali superiore a determinati margini di tolleranza, alterando le superfici lorde o la consistenza dei vani principali e accessori, la variazione planimetrica è sempre d’obbligo. Anche qualora lo spessore rientri nelle deroghe urbanistiche di cui al D.Lgs. 102/2014, il passaggio energetico conseguito (spesso di tre o quattro classi energetiche) fa presumere ope legis il miglioramento della qualità intrinseca del fabbricato, spingendolo verso classi catastali di livello superiore.
– parti comuni condominiali: per gli impianti centralizzati ad alta efficienza a servizio del condominio (geotermico, fotovoltaico condominiale, caldaie a biomassa o pompe di calore centralizzate), il valore dell’investimento viene ripartito pro-quota millesimale su ciascuna unità immobiliare facente parte dell’edificio. Di conseguenza, ciascun condomino deve verificare l’impatto della propria quota ai fini del raggiungimento della soglia del 15%.

La procedura di controllo attuata dall’Agenzia delle Entrate per verificare l’adempimento è automatizzata. Il Sistema Integrato del Territorio (SIT) incrocia i registri telematici: la presenza di una scheda ENEA di fine lavori asseverata per interventi trainanti, unita alla registrazione di crediti ceduti o utilizzati in compensazione fiscale nel cassetto tributario, segnala al server la conclusione di un’opera strutturale. Se a quel subalterno non risulta associata una ricevuta telematica di variazione DOCFA entro i successivi trenta giorni, la posizione viene etichettata come anomalia fiscale.

L’Agenzia procede quindi all’inoltro di una lettera di compliance tramite Posta Elettronica Certificata (PEC) o recapito postale ordinario. La comunicazione non costituisce atto impositivo esecutivo, ma concede un termine di novanta giorni affinché il cittadino provveda spontaneamente all’invio del DOCFA o fornisca memorie tecniche illustrative che certifichino il mancato superamento della soglia del 15% di plusvalore. Qualora il proprietario persista nell’inerzia, l’amministrazione aziona l’art. 1, comma 336 della Legge 311/2004: i periti catastali dell’Ufficio provinciale – Territorio operano l’accatastamento d’ufficio con attribuzione di una rendita presunta.

Il quadro sanzionatorio è oneroso:
– sanzione amministrativa pecuniaria compresa tra 1.032,00 euro e 8.264,00 euro per ogni unità immobiliare non dichiarata o dichiarata tardivamente, ai sensi dell’art. 28 del R.D.L. 652/1939.
– riaddebito integrale delle spese di sopralluogo, perizia e notifica sostenute dai tecnici dell’Agenzia delle Entrate.
– efficacia retroattiva della rendita determinata d’ufficio a decorrere dalla data reale di ultimazione dei lavori edilizi o dalla data di fruizione del beneficio fiscale (art. 1, comma 337, Legge 311/2004).
– recupero dell’imposta municipale propria (IMU) evasa nei confronti del Comune per tutte le annualità comprese nel termine ordinario di accertamento decadenziale quinquennale, gravata dalle soprattasse per omesso o infedele versamento (variabili dal 50% al 100% della differenza d’imposta) e dagli interessi legali maturati giorno per giorno.

Campagna di verifica per immobili ristrutturati con Superbonus

L’Agenzia delle Entrate sta per avviare nel 2025 una campagna di verifica sugli immobili ristrutturati con il Superbonus. Questa iniziativa interesserà circa 500mila immobili, con l’obiettivo di accertare l’adeguamento delle rendite catastali in seguito ai lavori effettuati. Le verifiche non saranno veri e propri controlli fiscali, ma lettere di compliance che inviteranno i proprietari a regolarizzare eventuali anomalie.visura-catastale-online superbonus

La base dell’operazione sarà l’incrocio dei dati tra le comunicazioni inviate per le agevolazioni fiscali, come il recupero del patrimonio edilizio, l’efficienza energetica, il rischio sismico, gli impianti fotovoltaici e le colonnine di ricarica, e le informazioni presenti nella banca dati catastale. Se dai controlli emergeranno discrepanze, i proprietari dovranno procedere con l’aggiornamento della rendita catastale, un passaggio che può avere ripercussioni sulle imposte locali, come IMU e TARI, nonché sull’ISEE.

L’obbligo di aggiornare la rendita catastale non è una novità. Dal 1939 esiste la normativa che impone di comunicare qualsiasi variazione che comporti una modifica della pianta dell’immobile o un incremento del valore catastale superiore al 15%. Tuttavia, la Legge di Bilancio 2024 ha introdotto una norma che obbliga tutti i beneficiari del Superbonus a presentare la dichiarazione di aggiornamento, anche se i lavori realizzati non hanno determinato significative variazioni strutturali.

L’invio delle lettere di compliance interesserà le quasi 500mila unità immobiliari che hanno usufruito del Superbonus. Tuttavia, non tutti i lavori effettuati comportano automaticamente un aumento della rendita catastale. Interventi come il cappotto termico o la sostituzione della caldaia, ad esempio, non modificano la destinazione d’uso o la consistenza dell’immobile e potrebbero non richiedere una revisione della rendita. Il problema si pone nel caso di interventi più invasivi, come ampliamenti, nuove costruzioni o frazionamenti, che comportano obbligatoriamente una variazione catastale.

L’aggiornamento della rendita catastale comporta diversi effetti. Innanzitutto, può influenzare il calcolo dell’ISEE, con possibili ripercussioni sulle agevolazioni economiche per le famiglie. Inoltre, un aumento della rendita catastale significa anche un incremento delle imposte locali, come l’IMU per le seconde case, la TARI e le imposte ipotecarie in caso di successione o compravendita. In alcune grandi città come Roma e Milano, gli esperti stimano che la revisione delle rendite catastali possa portare aumenti fino al 36-38%.

Oltre all’impatto fiscale sui singoli contribuenti, la campagna di compliance ha anche un obiettivo più ampio: aggiornare la mappatura del patrimonio immobiliare italiano. Negli ultimi anni, infatti, il fenomeno delle cosiddette “case fantasma” è diventato un problema rilevante. Si tratta di immobili non dichiarati al catasto, che sfuggono alla tassazione e creano disparità nel sistema fiscale. L’operazione dell’Agenzia delle Entrate contribuirà a identificare e regolarizzare queste situazioni.

Per aggiornare la rendita catastale, il contribuente deve rivolgersi a un tecnico abilitato, che predisporrà una pratica tramite il software Docfa e la presenterà all’Agenzia delle Entrate. Il termine massimo per la comunicazione è di 30 giorni dalla conclusione dei lavori. La corretta registrazione dell’immobile evita il rischio di sanzioni e possibili accertamenti futuri.

Il tema della riforma del catasto rimane centrale nel dibattito politico ed economico. Attualmente, il sistema catastale italiano non riflette sempre il reale valore di mercato degli immobili, generando disparità nella tassazione. Alcuni esperti sottolineano che un aggiornamento complessivo del catasto potrebbe rendere il sistema fiscale più equo, eliminando le distorsioni tra immobili con caratteristiche simili ma valori catastali molto diversi. Tuttavia, una riforma del genere comporterebbe inevitabilmente un aumento delle imposte per alcuni contribuenti, motivo per cui è stata più volte rinviata.

Il presidente di Agefis, Mirco Mion, ha evidenziato che non tutti gli immobili ristrutturati con il Superbonus subiranno un incremento della rendita catastale. Tuttavia, ha sottolineato l’importanza per i proprietari di comprendere quali interventi possono comportare una variazione e prepararsi alle possibili conseguenze fiscali. Secondo Mion, il rischio principale riguarda l’aumento delle imposte sulle successioni e sulle compravendite, che potrebbero incidere ulteriormente sul valore degli immobili.

Il monitoraggio delle dichiarazioni relative al Superbonus continuerà fino al 2026, e gli effetti di questa campagna si vedranno nei prossimi anni. Se da un lato la revisione catastale può portare a una maggiore equità fiscale, dall’altro esiste il timore che possa trasformarsi in un aumento generalizzato delle tasse per i proprietari di immobili.

Per evitare problemi, i contribuenti che hanno usufruito del Superbonus dovrebbero verificare la propria situazione catastale e, se necessario, procedere all’aggiornamento della rendita prima di ricevere una lettera di compliance. In questo modo, si potranno evitare sanzioni e adeguarsi ai nuovi criteri stabiliti dall’Agenzia delle Entrate. Il consiglio degli esperti è di consultare un tecnico specializzato per valutare correttamente la situazione dell’immobile e adottare le misure necessarie per mettersi in regola senza sorprese future.

Catasto 3D: verso una mappatura tridimensionale del territorio

Le PA si preparano a una rivoluzione: si progetta il Catasto 3D, integrando Intelligenza Artificiale e Big Data

Il sistema catastale italiano sta lentamente subendo una trasformazione che siCatasto-3D basa sull’integrazione di sistemi informativi e che persegue l’obiettivo di agevolare il lavoro delle PA, rendendolo più efficiente.

In tempi recenti si è iniziato a parlare di Catasto 3D, realizzabile grazie all’utilizzo delle Intelligenze Artificiali e Big Data. I nuovi sistemi dovrebbero consentire di mappare ogni edificio, ogni via, ogni porzione di terreno con una precisione tridimensionale, in modo da far convergere realtà virtuale e fisica al 100%.

In un’epoca in cui la tecnologia ci mette a disposizione sistemi innovativi e performanti, il nostro sistema catastale è ancora limitato a una rappresentazione bidimensionale della realtà tridimensionale.

Vantaggi di un Catasto 3D per le amministrazioni pubbliche

Il Catasto 3D rappresenta un supporto al quotidiano svolgimento delle funzioni nelle Amministrazioni Pubbliche: la pianificazione urbanistica, la valutazione immobiliare, la gestione del territorio possono diventare più efficienti nel momento in cui si dispone di una mappa 3D e di dati accurati.

Il Catasto 3D è inoltre un potente strumento di controllo perché permette una verifica diretta ed immediata tra ciò che risulta negli archivi catastali e anagrafici e l’osservazione della realtà.

Infine, il Catasto 3D rappresenta uno strumento per la prevenzione delle catastrofi naturali: le piattaforme che sono in sviluppo, infatti, non hanno solo la funzione di raccogliere dati accurati, ma anche di analizzarli ed elaborarli per evidenziare, ad esempio, zone ad alto rischio e prevedere scenari di crisi.

La Pubblica Amministrazione si prepara a una vera e propria rivoluzione nella gestione del Catasto, con dati e mappe che diventano sempre più accurate e servizi sempre più efficienti. Per il momento, i dati del Catasto rimangono bidimensionali ma sono comunque disponibili online, tramite apposita richiesta su Prontocatasto, presso il quale è possibile richiedere documenti catastali online.

Un nuovo passo verso l’energia sostenibile: Il Progetto del “Catasto Solare”

Nel costante sforzo per promuovere l’efficienza energetica e l’adozione di fonti rinnovabili, catasto-solareil Ministero dell’Università e della Ricerca (Miur) ha concesso un finanziamento per il programma “Smart Energy Master per il governo energetico del territorio”. Tra le iniziative più innovative di questo programma c’è il progetto del “catasto solare” che verrà realizzato dall’Agenzia di Telerilevamento Satellitare e Monitoraggio Ambientale (Marsec) di Benevento.

Il cuore di questa iniziativa è rappresentato da un sistema di monitoraggio che consentirà di mappare annualmente il potenziale fotovoltaico di ogni tetto dei centri abitati. Questo permetterà non solo di avere una panoramica dettagliata delle risorse solari disponibili, ma anche di valutare il rendimento energetico dei singoli edifici in termini di produzione fotovoltaica.

Il servizio offerto dal Marsec sarà integrato nel Fascicolo Elettronico del Fabbricato, consentendo ai proprietari di individuare il potenziale fotovoltaico dei propri tetti. Questo non solo renderà più accessibili le informazioni cruciali sull’efficienza energetica degli edifici, ma faciliterà anche la pianificazione e l’implementazione di progetti di energia solare.

La Provincia di Benevento ha abbracciato questa iniziativa. Queste attività sperimentali saranno fondamentali per valutare l’efficacia delle politiche energetiche locali e per promuovere una cultura dell’energia sostenibile.

Attualmente, il catasto contiene informazioni, consultabili anche online, relative alle installazioni di impianti fotovoltaici, in quanto i cittadini che installano un impianto solare sono tenuti a segnalare l’avvenuta connessione al catasto (accatastamento del fotovoltaico). Manca però un registro completo degli impianti solari presenti sul territorio e del potenziale energetico degli edifici. Questo progetto del “catasto solare” colmerà questa lacuna, fornendo una visione chiara e completa delle risorse solari disponibili e potenziali, promuovendo una transizione verso un futuro energetico più sostenibile.

Trasformazione digitale del Catasto Italiano grazie all’innovazione tecnologica: il punto del Responsabile della Direzione Centrale dei Servizi Catastali

Un viaggio di 40 anni attraverso l’evoluzione del catasto italiano, dalle prime automazioni agli attuali servizi online

In una intervista recente, Claudio Fabrizi, Responsabile della Direzione centrale Servizi Trasformazione digitale del Catasto ItalianoCatastali, Cartografici e di Pubblicità Immobiliare, ha offerto uno sguardo approfondito sulla rivoluzione tecnologica che ha caratterizzato il Catasto italiano negli ultimi decenni. In un contesto dove l’innovazione digitale ha trasformato radicalmente il modo in cui svolgiamo tutte le attività quotidiane, anche il Catasto italiano ha compiuto notevoli progressi nella digitalizzazione e nella condivisione delle informazioni.

La storia della trasformazione digitale del Catasto inizia già negli anni ’80 con i primi passi verso l’automazione, seguiti da interventi normativi chiave nel 1999 e nel 2010 che hanno gettato le basi per l’Anagrafe Immobiliare Integrata. Claudio Fabrizi ha sottolineato come gli obiettivi principali siano stati il miglioramento della qualità dei dati, la semplificazione degli adempimenti e il monitoraggio del territorio.

L’introduzione del sistema WEGIS, poi, ha segnato un passo cruciale, rendendo possibile l’accesso ai servizi del Catasto attraverso la tecnologia WMS, una pietra miliare nella condivisione dei dati cartografici.

L’evoluzione continua con la dematerializzazione delle procedure e la telematizzazione, rendendo possibile la partecipazione attiva dei cittadini nel processo di aggiornamento delle banche dati. Per il futuro, ha rivelato Fabrizi, le prospettive del Catasto sono molto ambiziose: la modellazione 3D del catasto, che porterà l’accuratezza dei dati ad un livello ancora maggiore.

L’intervista ha evidenziato, infine, la trasformazione del Catasto italiano in un sistema informativo “aperto”, con servizi innovativi come il “Geoportale Cartografico Catastale” e la consultazione dinamica attraverso il protocollo WMS. Ad oggi, infatti, i documenti catastali sono accessibili online attraverso piattaforme come Prontocatasto che offrono servizi di consultazione e download online, facilitando ulteriormente l’accesso alle informazioni territoriali in modo efficiente e immediato.

Verifiche quinquennali gratuite sui terreni agricoli 2023

Come comunicare una modificazione colturale del terreno agricolo all’Agenzia delle Entrate e sfruttare la verifica delle segnalazioni gratuita del 2023.

Il DPR 917/1986 consente ai possessori di terreni terreni agricoliagricoli di richiedere la variazione del reddito dominicale all’Agenzia delle Entrate la quale, con cadenza quinquennale, verifica gratuitamente queste segnalazioni. Il 2023 è l’anno di scadenza di un quinquennio: ecco quello che c’è da sapere.

Il reddito dominicale su un terreno agricolo si riferisce all’entrata netta che il soggetto ricava dalla proprietà del terreno stesso (non si riferisce esclusivamente al reddito ricavato dall’attività agricola, ma a quello relativo alla proprietà dei beni). Un DPR del 1986 consente di modificare tale reddito quando la qualità della coltura nel terreno viene sostituita o quando si verifica una diminuzione della capacità produttiva del terreno ascrivibile a cause specifiche. L’Agenzia delle Entrate, ogni cinque anni, compie una verifica gratuita delle segnalazioni.

Nel corso del 2023, quindi, l’Agenzia delle Entrate ha proceduto con le verifiche. Anche se siamo a metà ottobre, tuttavia, i proprietari di terreni agricoli sono ancora in tempo per godere di questo beneficio: basta presentare la denuncia dei cambiamenti (ribadiamo: cambio coltura oppure diminuzione della capacità produttiva del terreno) presso l’Ufficio Provinciale Territorio dell’Agenzia delle Entrate competente entro il 31 gennaio 2024.

Come presentare la denuncia di variazione colturale?

La denuncia dei cambiamenti colturali si può presentare:
1. di persona, recandosi presso l’Ufficio Provinciale-Territorio dell’Agenzia delle Entrate locale e compilando l’apposito modulo;
2. online, sul sito dell’Agenzia delle Entrate, all’interno della sezione Fabbricati e Terreni – Variazioni Colturali;
3. online, utilizzando la procedura DOCTE, sempre all’interno dell’Agenzia delle Entrate.

Verifica le informazioni catastali

Verificare le informazioni catastali del tuo terreno agricolo è facile con Prontocatasto: richiedi la visura catastale con pochi click e ricevi i documenti per email. I servizi catastali online di Prontocatasto sono economici e rapidi: costituiscono la soluzione migliore per verificare periodicamente i tuoi dati catastali ed evitare di incorrere in sanzioni.

Conservazione online dei documenti catastali: quali novità?

L’Agenzia delle Entrate semplifica l’accesso ai Registri Immobiliari introducendo nuovi servizi online

A partire dal 2 ottobre, l’Agenzia delle Entrate ha varato un documenti catastaliservizio rivoluzionario destinato a semplificare radicalmente l’accesso ai documenti archiviati in formato cartaceo nei registri immobiliari in tutta Italia. Questa innovazione è stata progettata principalmente per agevolare le operazioni di professionisti e operatori commerciali come notai, avvocati, visuristi e agenti immobiliari, consentendo loro di ottenere documenti essenziali senza dover più recarsi fisicamente presso gli uffici dell’Agenzia.

Questo passo segna una svolta nell’accesso ai documenti ipotecari e catastali, rendendo la consultazione più agevole ed efficiente. La digitalizzazione ha già reso disponibili online servizi come la richiesta di visure camerali e planimetria catastali. Per semplificare ulteriormente il lavoro degli operatori nel settore, piattaforme come Prontocatasto mettono a disposizione procedure online semplici ed immediate per richiedere i documenti catastali e non solo, indipendentemente dal Comune o la Regione di residenza.

Con il servizio varato il 2 ottobre, tuttavia, l’Agenzia delle Entrate compie un ulteriore passo avanti, introducendo importanti novità per quanto riguarda la tipologia di documenti che saranno disponibili online in futuro.

I documenti archiviati in formato cartaceo presso il Registro del Catasto ora sono consultabili online. Questa iniziativa migliora l’accesso alle informazioni fondamentali per il settore immobiliare, offrendo un servizio più rapido ed efficiente. Tra i documenti disponibili telematicamente figurano i titoli conservati in formato cartaceo, le note di trascrizione, di iscrizione e le domande di annotazione non digitalizzate, e le ricerche a partire dal 1957. Inoltre, gli elenchi individuali delle trascrizioni a favore e contro, relativi a un determinato soggetto, sono ora facilmente accessibili.

L’ispezione ipotecaria via web è stata già testata in 33 uffici, e permette di condurre ricerche in rete, sia per soggetto (persona fisica o giuridica) che per documento. Questo servizio è aperto ai titolari di convenzione ordinaria per l’accesso alla piattaforma telematica. Possiamo aspettarci che, ben presto, questi servizi diverranno disponibili su tutto il territorio.

La Riforma del Catasto del 2024: cosa aspettarsi e come cambieranno gli importi

La Riforma del Catasto del 2024 è sempre più vicina ad essere confermata: scopriamo di cosa si tratta e quali sono le possibili conseguenze per i cittadini

La tanto attesa riforma del catasto sembra finalmente pronta a vedere la luce Riforma del Catasto del 2024nel corso del prossimo anno, con il 1° gennaio come data possibile per l’entrata in vigore. Questa riforma, tanto discussa e ritardata nel tempo, è destinata a portare significative novità nel sistema di tassazione immobiliare e nel modo in cui vengono valutati gli immobili.

Quali sono i cambiamenti principali e cosa ci aspetta in termini di importi?

Uno degli obiettivi chiave della riforma è quello di individuare con precisione il classamento e il valore di ogni edificio. Attualmente, gli immobili non sono accatastati con valori accurati, portando spesso a una tassazione iniqua.

La riforma mira a semplificare il sistema di tassazione: come verrà implementata?

Ogni unità immobiliare riceverà un valore patrimoniale specifico, calcolato utilizzando parametri definiti. Inoltre, la rendita catastale dell’immobile sarà allineata al suo valore di mercato, garantendo aggiornamenti periodici dei dati catastali, cosa che – al contrario – non avviene attualmente.

Numerosi indicatori influenzeranno la valutazione degli immobili, tra cui dimensioni, posizione geografica, stato di manutenzione e altre caratteristiche dell’abitazione. L’obiettivo principale è aumentare la trasparenza e l’equità nella valutazione delle proprietà, garantendo una tassazione più equa grazie all’aggiornamento regolare dei dati catastali.

Un altro importante obiettivo della riforma è la lotta all’abusivismo e all’evasione fiscale. Eliminando la possibilità di sottostimare il valore degli immobili per ridurre le tasse, si prevede di ridurre notevolmente questa pratica scorretta. Tuttavia, è importante notare che l’impatto preciso sulla tassazione varierà da comune a comune, poiché saranno le autorità locali a decidere come applicare queste nuove regole.

Per sintetizzare, la riforma del catasto prevista per il 2024 promette di apportare trasparenza ed equità nel sistema di valutazione e tassazione immobiliare. Sebbene ci siano ancora incertezze sulle conseguenze precise per i cittadini, l’obiettivo generale è quello di migliorare l’efficienza del sistema e combattere le pratiche illecite.

Per conoscere le informazioni relative alla situazione catastale del tuo immobile o degli immobili di tuo interesse, puoi ottenere i documenti ufficiali anche online attraverso appositi siti privati. Tramite Prontocatasto è possibile richiedere le visure catastali, verificare la situazione dei propri immobili e ottenere documentazione ufficiale direttamente via web.

Questo strumento si rivela estremamente utile per coloro che desiderano tenere sotto controllo la propria posizione catastale e ottenere informazioni chiare e affidabili in vista dei cambiamenti introdotti dalla Riforma del Catasto del 2024.

Consultazione planimetrie catastali con delega dal 12 luglio

Dal 12 luglio gli agenti immobiliari potranno effettuare la consultazione telematica delle planimetrie catastali

Nell’ambito del suo percorso di digitalizzazione delle modalità di consultazione delle planimetrie catastali,Consultazione planimetrie catastali con delega dal 12 luglio l’Agenzia delle Entrate ha comunicato che dal 12 luglio 2023 sarà disponibile un nuovo servizio di consultazione online che renderà possibile per gli agenti immobiliari consultare online le planimetrie catastali, semplicemente da PC.

Consultazione via delega delle planimetrie catastali

Con il nuovo servizio web fornito dall’Agenzia delle Entrate, anche gli agenti immobiliari avranno la possibilità di consultare le planimetrie catastali degli immobili a loro affidati.

I proprietari che vogliono affittare o vendere un immobile usufruendo del servizio di un’agenzia, potranno presentare una delega nella propria area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate. La delega ha una durata limitata di 30 giorni.

Con essa, l’agente immobiliare potrà consultare la planimetria catastale dell’immobile in piena autonomia. La delega può essere affidata esclusivamente ad agenti immobiliari regolarmente iscritti al Repertorio delle notizie economiche e amministrative (REA) presso la Camera di Commercio.

Con questo passo in avanti nella digitalizzazione dei servizi catastali, l’Agenzia delle Entrate fornisce maggiore autonomia agli agenti immobiliari e libertà ai clienti i quali saranno in grado di delegare anche la consultazione delle planimetrie al proprio agente.

Come consultare la planimetria catastale online

Dopo aver ottenuto la delega, l’agente immobiliare può consultare la planimetria catastale di un immobile tramite il servizio Consulta Planimetrie fornito dall’Agenzia delle Entrate sul proprio sito. Quando la planimetria è disponibile, il file viene inviato via email sia all’agente immobiliare che ne ha fatto richiesta, sia al delegante.

Restano attivi, inoltre, i servizi online per la consultazione di planimetrie catastali messi a disposizione da piattaforme terze apposite, come Prontocatasto, in grado di fornire un servizio veloce ed economico.

Si ricorda che, per la legge sulla privacy, la planimetria catastale può essere fornita ad un proprietario, comproprietario, erede dell’immobile o ad un rappresentante legale dell’azienda proprietaria dell’immobile.

La nuova visura catastale

Le linee guida di Ottobre 2022

A Febbraio 2021 l’Agenzia delle Entrate ha attivato una nuova piattaforma (Sistema Integrato del Territorio, o SIT) che integra le banche dati catastali e cartografiche. Il passaggio dalle vecchie piattaforme alla nuova ha cambiato le modalità di presentazione e predisposizione delle domande di voltura catastale.

Di recente, a Ottobre 2022, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato un documento dal titolo La nuova visura catastale che fornisce vere e proprie linee guida aggiornata su tutto ciò che riguarda la visura catastale.

In particolare, la guida dell’Agenzia delle Entrate illustra il nuovo modello di visura catastale il quale supera l’ormai obsoleto schema tabellare – che risultava sin troppo sintetico – e fornisce le modalità con cui cittadini e professionisti possono richiedere le visure catastali, attuali e storiche, sia per immobile che per soggetto.

La nuova visura catastale: principali novità

Il nuovo modello di visura catastale supera l’ormai obsoleto schema tabellare e diventa un documento più descrittivo. Questa modalità facilita la lettura del documento sia ai cittadini che ai professionisti del settore.

Le nuove visure catastali sono organizzate in sezioni omogenee, le quali sono identificate con diverse colorazioni. Anche questo espediente è finalizzato a migliorare l’esperienza di lettura e consultazione del documento e a renderne più facile e immediata la comprensione.

Le sezioni della visura catastale sono le seguenti:La nuova visura catastale

  1. Intestazione della Visura
  2. Dati Identificativi
  3. Indirizzo
  4. Dati di classamento
  5. Dati di superficie
  6. Intestazione dell’immobile

Tra le altre importanti novità della nuova visura catastale indicate nelle linee guida pubblicate a Ottobre possiamo citare:

  • l’introduzione di una legenda che aiuta a chiarire il significato dei dati riportati nella visura;
  • l’introduzione di elementi grafici, anch’essi mirati a facilitare l’immediato riconoscimento della sezione che si sta consultando.

Come richiedere la visura catastale

Le informazioni catastali sono pubbliche: tutti possono accedere, quindi, al SIT e richiedere il documento che gli interessa.

Dal punto di vista pratico, per richiedere la visura catastale si possono utilizzare appositi servizi online grazie ai quali è possibile richiedere:

  • le visure attuali per soggetto;
  • le visure per immobile, attuali o storiche.

Conclusione

La nuova visura catastale presenta importanti novità che rendono il documento più descrittivo e facile da consultare. Puoi richiedere le informazioni catastali di cui hai bisogno tramite il nostro servizio online dedicato.