APPROFONDIMENTO SUL PRA

Il Pubblico Registro Automobilistico, abbreviato in PRA, è un ente italiano istituito nel 1927 mediante il R.D.L. n 436 del 15 marzo 1927, e successivamente affidato in gestione all’Automobile Club Italia (ACI). Più avanti, con il R.D. 29 Luglio 1927 fu approvato il regolamento che ne determinò la sua attuazione, e che è ancora in vigore.

Il PRA fu istituito per eliminare incertezze o conflitti che potevano nascere in merito alla proprietà dei veicoli, e per rafforzare le posizioni giuridiche di chi vantava diritti reali su un veicolo.

Già dai primi decenni del 1900 in Italia l’auto era considerata un bene importante, ma allora non esistevano leggi in grado di disciplinare la proprietà, l’uso e la circolazione dei veicoli. Agli eventuali conflitti che potevano sorgere in merito alla proprietà di un veicolo si applicava l’articolo 707 del Codice Civile del 1865, che stabiliva che “il possesso vale titolo”, e quindi, che chi era in possesso di un veicolo andava consideratone proprietario. Questa impostazione è stata riconsiderata quando i veicoli hanno cominciato ad occupare un’importanza economica crescente.

Oggi il Pubblico Registro Automobilistico conserva tutti i dati inerenti i veicoli esistenti in Italia. Tramite richiesta al PRA è possibile ottenere la visura pra, l’unico documento in grado di fornire tutte le specifiche, tecniche e non, di un dato veicolo. La visura pra è infatti una specie di “carta di identità” del veicolo, che ne indica numero di targa, numero di telaio, data di immatricolazione, cilindrata, tipo di alimentazione, KW, come anche i principali dati identificativi del suo proprietario. La visura pra segnala inoltre la presenza di possibili gravami, con relativi attori e i loro dati anagrafici. Infine, una volta in possesso dei dati del PRA, è possibile effettuare il calcolo bollo auto. Una procedura essenziale a determinare a quanto ammonta la tassa regionale che ogni proprietario di un veicolo è tenuto per legge a corrispondere annualmente. Per effettuare il calcolo bollo auto normalmente è necessario essere in possesso del numero di targa del veicolo interessato e conoscerne la potenza (espressa o in CV o KW).

QUALI SONO LE REGOLE DA SEGUIRE QUANDO SI DEVE DEMOLIRE UN VEICOLO?

Oggi parliamo della procedura da seguire quando ci si deve disfare di un veicolo, qual è la prassi, quali consigli tenere a mente per evitare le inevitabili lungaggini e file agli sportelli?

Per iniziare occorre sapere che non tutti possono eseguire la richiesta di demolizione: può farlo il proprietario dell’auto, l’intestatario del bene, così come indicato dalla visura pra e dagli archivi del Pubblico Registro Automobilistico e poche altre figure. Se il proprietario è vivente e il suo nominativo è associato al veicolo, ma stenta comunque a comparire sulla visura pra, prima di procedere sarà necessario effettuare un aggiornamento al Pra. Se l’assenza del proprietario sulla visura è dovuta ad altra causa (decesso non ancora comunicato al Pra, passaggio di proprietà non ancora registrato ma comunque nei suoi tempi regolari, ecc) occorrerà procedere di volta in volta in maniera differente. Per legge la sola persona in grado di effettuare una richiesta di demolizione di un veicolo, oltre al legittimo proprietario, è infatti un soggetto che pur non risultando intestatario al Pra possa dimostrare di essere comunque proprietario di quel veicolo (come ad esempio nel caso degli eredi di un proprietario venuto a mancare che ha però fatto testamento, o una persona in possesso di un atto di vendita in proprio favore non ancora registrato al Pra che ha già ricevuto i documenti importanti del veicolo).

Solo in seguito alla presentazione della richiesta di demolizione si può considerare possibile procedere con l’effettivo processo di smantellamento dell’auto, di cui normalmente è incaricato un centro di raccolta veicoli o un demolitore autorizzato. Al demolitore va consegnato il veicolo, completo di targhe e certificati (Carta di Circolazione e Certificato di proprietà o in assenza di quest’ultimo, il Foglio Complementare) e documenti che comprovino le speciali condizioni di cui abbiamo sopra (atto di accettazione di un’eredità, atto di vendita non ancora registrato, dichiarazioni sostitutive di atti notarili ecc ecc). Se i documenti principali dell’auto sono stati rubati è necessario presentare la denuncia fatta presso Polizia o Carabinieri.

A demolizione avvenuta, normalmente, l’addetto alla rottamazione deposita un atto di Cessazione della Circolazione per Demolizione presso il Pra. Si hanno solo trenta giorni dall’avvenuta consegna del veicolo presso il centro di demolizione veicoli per espletare suddetta pratica. Con l’atto di Cessazione della Circolazione per Demolizione il proprietario è sollevato da qualsiasi responsabilità civile, penale ed amministrativa sul veicolo. Per lui decade anche l’obbligo di effettuare il calcolo bollo auto e di pagare la tassa automobilistica, a patto che la pratica sia stata presentata entro i termini di scadenza del calcolo bollo auto e del suo pagamento, e che tutto sia avvenuto nel rispetto dei termini di legge previsti da ogni Regione. Se tutti questi passaggi saranno svolti regolarmente e senza intoppi, il proprietario del veicolo ormai demolito otterrà dal Pra la ricevuta per il Certificato di Demolizione Digitale e potrà considerare di aver fatto tutto ciò che era necessario fare quando si deve demolire un veicolo.

CINQUE DOMANDE FREQUENTI SULLE VISURE PRA E IL CALCOLO DEL BOLLO AUTO

Cinque domande frequenti sulle visure pra e il calcolo del bollo auto:

  • Quando devo pagare il bollo di un’auto/moto nuova di fabbrica?

Il pagamento del primo bollo di un veicolo nuovo deve avvenire entro e non oltre l’ultimo giorno del mese dell’immatricolazione. Se l’immatricolazione è avvenuta entro gli ultimi dieci giorni di un mese si considerano a disposizione anche i giorni del mese successivo. Per effettuare il calcolo bollo auto è indispensabile conoscere il valore dei kilowatt (KW) di potenza del veicolo o dei suoi CV (la potenza massima). Entrambi questi dati sono reperibili dalla Carta di Circolazione del veicolo.

  • Chi riscuote il bollo auto?

Il bollo auto viene versato alla Regione.

  • Qual è l’ente a cui rivolgersi per ottenere una visura pra per targa e per telaio?

Le visure pra, siano esse per targa che per telaio, vengono erogate dall’Aci (Automobile Club d’Italia). I dati relativi a tutti i veicoli immatricolati sono contenuti all’interno di un archivio del Pubblico Registro Automobilistico (Pra) che fa capo a quest’ente.

  • Quali sono i termini di scadenza di un bollo per un veicolo già circolante?

Dal secondo bollo in avanti, la tassa regionale va pagata entro il mese successivo a quello della scadenza. Se l’ultimo giorno utile al pagamento coincide con un sabato o un giorno festivo, si considera il termine slittato al giorno feriale immediatamente susseguente.

  • La visura pra può essere richiesta solo dal proprietario dell’automobile?

No. Il Pra è un registro pubblico. Chiunque può chiedere ed ottenere una visura pra per veicolo, motoveicolo o rimorchio semplicemente fornendo il numero di targa o di telaio. Non è possibile effettuare ricerche su targhe corrispondenti a veicoli immatricolati prima del 1993, su motoveicoli di cilindrata inferiore ai 50 cc, su roulotte, caravan, camper, carrelli per tenda, autobus o veicoli agricoli.

VEICOLO IN EREDITÀ: ECCO COSA FARE

Oggi parliamo di veicoli ed eredità. Come dobbiamo comportarci all’arrivo di un’eredità che comprende un veicolo? Qual è la procedura corretta da seguire per non incorrere nel pagamento di spiacevoli sanzioni? É necessario effettuare un nuovo calcolo bollo auto? Tante domande che possono venire in mente, a cui speriamo di dar presto risposta.

Ogni veicolo che ci viene intestato va registrato al Pra, e un veicolo ricevuto in eredità non fa eccezione. Il documento principale legato ad un’eredità è l’autentica della firma apposta sull’atto di accettazione dell’eredità, che va depositato presso uno qualsiasi dei numerosi uffici provinciali del Pra assieme alla richiesta di registrazione, da presentarsi entro e non oltre 60 giorni dalla data dell’autentica (sia che l’accettazione della firma sia avvenuta con un atto pubblico o una scrittura privata). In seguito alla registrazione, il Pra potrà rilasciare il nuovo Certificato di Proprietà digitale (CDPD), che ricondurrà immediatamente il veicolo al nuovo intestatario, come sarà possibile verificare semplicemente chiedendo una visura pra.
Qualora la registrazione dell’atto di accettazione dell’eredità venisse presentata oltre i sessanta giorni dall’autentica della firma, la legge prevede che la possibilità di consegnare i documenti previo pagamento di una sanzione pari al trenta per cento dell’importo dell’IPT (Imposta Provinciale di Trascrizione) dovuta, in aggiunta agli interessi legali dovuti sulla sola IPT e, ovviamente, la cifra dell’ITP stessa.

Il secondo atto necessario al completamento della procedura di intestazione di un veicolo ricevuto in eredità è l’avanzamento di una richiesta da presentare all’ufficio provinciale della Motorizzazione Civile (UMC) per ottenere un aggiornamento della Carta di Circolazione per quel veicolo. Se la presentazione dell’autentica avviene presso uno Sportello Telematico dell’Automobilista (STA) del Pra o della Motorizzazione Civile, si consiglia di eseguire la richiesta di registrazione contestualmente alla presentazione del documento. È infatti proprio la contestualità ad essere considerata garanzia giuridica per l’aggiornamento dei registri del Pra. (In sede di accertamento su strada, il soggetto trovato sprovvisto di un CDPD o Carta di Circolazione, o con uno o entrambi i documenti non aggiornati è costretto per legge a pagare una sanzione monetaria, e subirà il ritiro della propria Carta di Circolazione).

Una volta completata la procedura il veicolo può essere considerato a tutti gli effetti intestato al beneficiario dell’eredità. Solo a questo punto il nuovo proprietario non dovrà dimenticare di effettuare il calcolo bollo auto per il nuovo veicolo di sua proprietà.
Consigliamo, come sempre dopo aver effettuato procedure simili, di richiedere una visura pra sul veicolo. Un’attenzione così piccola ci permette di tenere sotto controllo e verificare in tempo reale i dati registrati al Pra, evidenziando tempestivamente eventuali difformità da correggere.

VISURE PRA E PASSAGGI DI PROPRIETÀ: IN CHE MODO LA VISURA PUÒ SALVARCI LA GIORNATA.

Cos’è il pra? Il pra è un registro pubblico, deputato alla custodia e all’archivio dei dati di tutti i veicoli (auto e moto) e rimorchi regolarmente registrati presso la motorizzazione civile. Presso gli uffici del pra siti nella propria regione è sempre possibile richiedere ed ottenere la visura pra, un documento appositamente concepito per fornire informazioni e dati salienti su un dato veicolo, poiché per legge, il passo successivo all’acquisto di un veicolo qualsiasi è la registrazione nei pubblici uffici del pra. Anche il passaggio di proprietà prevede l’obbligatoria registrazione al pra. E, per non incorrere in sanzioni, questa deve essere registrata entro sessanta giorni dalla data dell’autentica della firma apposta sull’atto di vendita dal rivenditore. È sempre possibile registrare un veicolo (che è stato ottenuto mediante passaggio di proprietà) al pra anche dopo lo scadere dei sessanta giorni, ma con sanzione per ritardato pagamento.

Cosa ci dice però la normale procedura per l’acquisto di un veicolo? Sia che il veicolo sia nuovo o usato, di norma è il rivenditore a trascrivere il passaggio di proprietà al pra. Non facendolo, infatti, il veicolo rimarrebbe intestato a suo nome, ed egli sarebbe perseguibile –in quanto indirettamente responsabile- e sanzionabile per tutte le eventuali problematiche del presunto possesso e uso dell’auto (come ad esempio in seguito ad un calcolo bollo auto erroneo, tasse non pagate, multe, danni a cose e/o persone, o peggio!). Per verificare che il passaggio sia stato registrato regolarmente al pra, anche dopo diversi giorni dall’acquisto, è necessario richiedere una visura pra. Laddove la trascrizione fosse stata inoltrata correttamente dal concessionario, sarebbe possibile effettuare regolarmente il calcolo bollo auto. In caso contrario sarà necessario procedere o mediante l’iscrizione di un nuovo atto al pra (nel qual caso la dichiarazione di vendita verrebbe così rinnovata, tramite scrittura privata con spese a carico del rivenditore); o rivolgendosi al Tribunale, a patto che l’importo oggetto della contesa tra nuovo proprietario e rivenditore non ecceda i cinquemila euro di valore.

COME SI EFFETTUA IL CALCOLO DEL BOLLO AUTO?

Il calcolo bollo auto è un servizio indispensabile per chiunque possegga un autoveicolo regolarmente registrato al pubblico registro automobilistico italiano. Il servizio, normalmente erogato dall’Agenzia delle Entrate, ed ora fruibile anche online, permette agli utenti di calcolare il valore della tassa automobilistica. Per effettuare il calcolo bollo auto è indispensabile conoscere il valore dei kilowatt (KW) di potenza della propria auto, riportato sulla carta di circolazione, o dei suoi CV (la potenza massima, anche questo dato è indicato dalla carta di circolazione).

Dal 1 gennaio 1998, per legge, le tasse automobilistiche devono essere corrisposte sulla base dell’effettiva potenza dell’autoveicolo, e non più in relazione ai cavalli fiscali. Dal 1 gennaio 2007 tutte le autovetture, i motocicli e gli autoveicoli a trasporto promiscuo sono soggetti al pagamento della tassa secondo le normative comunitarie sulle emissioni inquinanti, con esclusione delle vetture e gli autoveicoli con alimentazione, unica o doppia, elettrica, a gas metano, a GPL, ad idrogeno, indipendentemente dalle normative comunitarie. Per quanto invece riguarda le autovetture a trasporto promiscuo con potenza fiscale superiore ai 100 KW (o ai 136 CV), l’importo va calcolato aggiungendo alla base imponibile (moltiplicata per 100 KW o 136 CV) i singoli KW eccedenti i 100 KW (medesimo discorso se il calcolo è in CV, vengono sommati i CV eccedenti i 136), a loro volta moltiplicati per la tassa maggiorata.

Un altro modo per venire a conoscere i principali dati tecnici di un veicolo è quello di richiederne una visura pra. La visura pra può essere effettuata sia per numero di targa che per numero di telaio. Questo fa sì che praticamente chiunque possa richiedere ed ottenere, in pochi minuti, una visura pra per qualsiasi veicolo registrato all’archivio del pubblico registro automobilistico.

COSA DOBBIAMO FARE SE LA NOSTRA AUTO CI VIENE RUBATA?

Come dobbiamo comportarci se la nostra auto ci viene rubata?

Ecco di seguito un piccolo prontuario per lo sfortunato proprietario di un’auto che è appena stata rubata. La prima cosa da fare, se la tua auto è stata rubata, è presentare regolare denuncia di furto alla più vicina stazione di polizia o dei carabinieri. Una persona di fiducia può sempre sporgere denuncia in nostra vece (munita di delega e documento di identificazione valido), se siamo impossibilitati a farlo direttamente. Mentre si sta sporgendo denuncia è imperativo comunicare tempestivamente se oltre al veicolo ci sono stati sottratti anche il certificato di proprietà e/o la carta di circolazione del veicolo. Anche fornire il numero di targa è fondamentale, in primis per rintracciare il veicolo (infatti, il numero di targa è l’unico modo per risalire all’auto attraverso gli archivi del pra, tramite esso teniamo traccia degli eventi legati ad essa, e richiediamo od otteniamo la visura pra), e poi per essere coperti in caso di eventuali illeciti compiuti durante il periodo del furto.

Il passo successivo è recarsi presso l’unità territoriale Aci più vicina per registrare la perdita di possesso del proprio veicolo presso il pra. La perdita di possesso è ciò che ci permette di sospendere l’obbligo di effettuare il calcolo bollo auto e di corrispondere la tassa alla regione di competenza. Anche in questo caso, la perdita di possesso può essere registrata da un’altra persona (che non sia il proprietario) purché munita di delega e valido documento di identificazione. Solo a questo punto il pra potrà rilasciare un nuovo certificato di proprietà, questa volta in formato digitale. Solo nel caso in cui il veicolo venga ritrovato, e l’evento venga comunicato al pra con la presentazione di un atto di “rientro in possesso”, sarà nuovamente obbligatorio effettuare il calcolo bollo auto. Il rientro in possesso va comunicato al pra entro quaranta giorni dal ritrovamento dell’auto.

Tutte le comunicazioni con il pra sono importantissime! Infatti il Pubblico Registro Automobilistico è l’unico ente che riceve e controlla tutti gli atti relativi ad un veicolo; esso è l’unico organo deputato alla custodia dei dati (anche quelli relativi alle denunce per furto o ai passaggi di proprietà), ed è sempre il pra che conserva gli atti pubblici e privati autenticati, e che ne fornisce copia a chiunque ne abbia necessità ( è sempre grazie al pra che viene emessa la visura pra, assieme e tutte le certificazioni con fede legale su quanto è presente nell’archivio del suo registro).

COME FARE PER RE-ISCRIVERE AL PRA UN VEICOLO D’EPOCA CHE È STATO RADIATO

Possiedi un auto da collezione che è stato precedentemente radiato dal pubblico registro automobilistico, e vuoi che sia re-iscritto al PRA? Oggi spieghiamo come fare per re-iscrivere un’auto d’epoca al PRA!

I veicoli di interesse storico o collezionistico possono essere re-iscritti al PRA, se targhe e documenti originali sono stati conservati. È possibile che un veicolo incorra nella radiazione dal PRA anche solo per non aver effettuato il calcolo bollo auto e per non aver pagato la tassa automobilistica per più di tre anni consecutivi. Bisognerà fare attenzione! L’ufficio del PRA presso cui recarsi deve essere quello sito nella provincia in cui il nuovo intestatario ha la residenza (nel caso in cui il veicolo si debba intestare ad una persona diversa dal precedente proprietario), nel caso in cui il proprietario non cambi, la prassi resta invariata: l’ufficio PRA autorizzato deve essere nella stessa provincia di residenza del suo intestatario. Una volta avanzata la richiesta, il PRA provvederà a comunicare i dati del veicolo d’epoca nei registri della motorizzazione civile (UMC). Da questo momento anche le nuove informazioni sul veicolo (proprietario, intestatario, targa, numero di telaio, ecc) saranno da disponibili per chiunque debba richiederne una visura PRA. Se l’intestatario dispone solo delle targhe originarie, ma non ha la carta di circolazione, sarà necessario richiedere una re-immatricolazione del veicolo con la stessa targa alla Motorizzazione Civile. Ottenuta la re-immatricolazione, una nuova carta di circolazione sarà rilasciata, e questo potrà garantire la re-iscrizione al PRA.

Se non si possiedono le targhe originarie, bisognerà re-immatricolare il veicolo con l’attribuzione di un nuovo numero di targa. Per effetto della re-iscrizione al PRA, verrà ripristinato l’obbligo del calcolo bollo auto e sarà necessario pagare la tassa automobilistica dal periodo in corso fino alla data di richiesta. Le attestazioni di esenzione per il pagamento della tassa rilasciate dal Ministero delle Finanze in favore di veicoli storici specificatamente individuati non avranno più valore. Da questo momento in avanti il veicolo storico è nuovamente riconosciuto dal pubblico registro automobilistico, sarà quindi possibile per tutti richiederne i dati attraverso una visura pra.

I CINQUE PASSAGGI FONDAMENTALI DA SEGUIRE PER CHI STA PER ACQUISTARE UN’AUTO USATA

Quando si acquista un’auto usata è bene attenersi ad una serie di piccole regole da rispettare per non incorrere in fastidiosi problemi.

  1. Richiedere una visura pra per il veicolo prescelto.

Questa è senza dubbio la prima cosa da fare, e la più indispensabile. Da essa dipende il procedere effettivo dell’acquisto (o meno) del veicolo in questione. Infatti solo una visura pra può fugare ogni dubbio sull’automobile che stiamo per acquistare, fornendoci tutte le informazioni importanti su di essa in un unico documento.

  1. Fare autenticare la firma del venditore del veicolo sull’atto di vendita.

Se la firma del venditore viene autenticata telematicamente, tramite STA (Sportello Telematico dell’Automobilista) del PRA o direttamente alla Motorizzazione Civile, sarà imperativo procedere contestualmente anche alla registrazione del passaggio di proprietà. La contestualità di questo passaggio è ciò che garantisce la certezza giuridica dell’aggiornamento dell’archivio del pubblico registro automobilistico e del nuovo proprietario del veicolo.

  1. Registrare il passaggio di proprietà presso l’unità territoriale ACI più vicina, per far sì che esso sia poi iscritto al PRA.

In questo modo il PRA potrà rilasciare il Certificato di Proprietà Digitale aggiornato (CDPD) e interagire per richiedere l’aggiornamento del secondo documento più importante per chi intende possedere un autoveicolo e circolare: la Carta di Circolazione.

  1. Ottenere la carta di circolazione aggiornata dalla Motorizzazione Civile.

La mancata richiesta di aggiornamento del CDPD o della Carta di Circolazione determina (in caso in cui la polizia municipale attesti l’assenza a richiesta, su strada, di anche uno solo dei due documenti) l’applicazione di una sanzione monetaria e il ritiro della Carta di Circolazione, stando a quanto stabilisce l’articolo 94 del Codice della Strada.

  1. Effettuare il calcolo del bollo auto.

Il bollo auto è la tassa automobilistica regionale che ogni cittadino è tenuto a versare. Per legge sono tenuti ad effettuare il calcolo del bollo auto e al pagamento della tassa automobilistica tutti coloro che risultano essere proprietari di un veicolo iscritto al PRA.

COME VENIRE A SAPERE SE IL VEICOLO CHE CI INTERESSA É SOTTOPOSTO A FERMO AMMINISTRATIVO

Come facciamo a scoprire se un veicolo a cui siamo interessati è stato sottoposto a fermo amministrativo?

Facile! Acquistiamo una visura pra per la targa (o il telaio) di quel veicolo. Tutelarsi contro le problematiche relative all’ereditarietà di un provvedimento di fermo amministrativo su di un veicolo è importante, e al giorno d’oggi la visura pra è l’unico documento in grado di fornire informazioni e dettagli di carattere giuridico-amministrativo su un autoveicolo, motoveicolo o rimorchio di nostra preferenza. Il fermo amministrativo è quel procedimento che consente ad enti competenti (come Comune, Regione, Stato o anche all’Agenzia delle Entrate!) di bloccare un bene mobile iscritto nei pubblici registri, allo scopo di reintegrare un credito dovuto. Poco importa di che natura sia il credito, esso può infatti essere relativo tributi o tasse di varia natura, o addirittura a far riferimento al un pagamento di una multa non effettuato. Il fermo amministrativo è imposto ufficialmente dal concessionario della riscossione, che trasmette la notizia al Pra. La notizia, iscritta quindi nel pubblico registro amministrativo, da quel momento diviene inscindibile dal veicolo per cui è stato predisposto: ecco perché anche se il veicolo viene venduto, il fermo viene “ereditato” dal nuovo proprietario. Il veicolo sottoposto a fermo non potrà circolare, non potrà essere esportato e neppure radiato dal Pra.

Che cos’è il bollo auto?

È una tassa automobilistica gestita dalle Regioni e dalle province autonome di Trento e Bolzano. Il proprietario di un qualsiasi veicolo, iscritto al pubblico registro automobilistico, è tenuto ad effettuare periodicamente il calcolo del bollo auto e al pagamento di quest’ultimo entro i termini previsti dalla legge. Il calcolo bollo auto è basato indifferentemente su KW o CV, il cui valore va riportato sempre omettendo le eventuali cifre decimali.