AGENZIA DELLE ENTRATE: HAI RICEVUTO UN INVITO BONARIO? FORSE È TEMPO DI RICHIEDERE UNA VISURA CATASTALE.

Novità per il mondo dei contribuenti: controllate la posta, avete ricevuto una lettera dall’Agenzia delle Entrate? Forse è tempo di richiedere una visura catastale online per gli immobili di cui siete proprietari!

È notizia di ieri che per circa 220 persone sarà tempo di verificare la propria posizione per effettuare un conguaglio delle imposte. Tempo quindi di dare uno sguardo a contributi di lavoro, visure catastali e rendite catastali. L’Agenzia delle Entrate ha infatti recentemente inviato 220mila inviti bonari a chi ha dimenticato di presentare la propria dichiarazione dei redditi, pur avendo percepito reddito (anche da più fonti), per l’anno 2014.

La rendita catastale, per chi ancora non lo sapesse, è quel valore fiscale atto a determinare il valore catastale di un immobile per generare l’imposta delle successioni e donazioni e, soprattutto, l’imposta municipale propria (IMU). Gli unici documenti ufficiali che riportano il dato della rendita catastale sono: la visura catastale ordinaria, la visura catastale storica e l’elenco immobili.

Se il vostro immobile è censito al catasto e i dati sono aggiornati, ci vorranno poco più di cinque minuti per ottenere una visura catastale online. Ricordate di comunicare sempre le variazioni catastali all’Agenzia del Territorio, altrimenti la vostra visura potrebbe non essere aggiornata. Una visura catastale non aggiornata può portare a dei valori della rendita catastale alterati, e quindi, di conseguenza, a problemi con le imposte.

Ci sarà tempo, comunque, fino al 29 dicembre 2015 (entro 90 giorni dalla scadenza ordinaria, che era fissata al 30 settembre) per regolarizzare la propria posizione. Tutti coloro che hanno ricevuto la lettera potranno compilare ed inviare all’agenzia una copia del modello Unico Persone Fisiche e beneficiare di una riduzione delle sanzioni per la tardiva presentazione dei dati. Sarà necessario, per chi non lo ha già fatto, munirsi di una visura catastale aggiornata al più presto, per non incorrere nell’applicazione di sanzioni a misura piena!

STABILIRE IL VALORE DI UN IMMOBILE: LA VISURA CATASTALE E LA RENDITA CATASTALE

Cosa c’è dietro una visura catastale? La visura catastale non è una mera consultazione dei documenti e degli atti catastali relativi ad un immobile. Permette sì di acquisire dati identificativi e reddituali di terreni e fabbricati (la sezione urbana, particella, foglio, subalterno, o persino il Comune in cui l’unità immobiliare è sita), la consultazione dei dati anagrafici delle persone fisiche e giuridiche che godono del diritto di proprietà sui suddetti terreni o fabbricati, e permette di ottenere i dati grafici dei terreni – le mappe catastali – e delle unità immobiliari urbane – le planimetrie catastali; ma è anche una sorta di “promemoria fiscale” e assieme una garanzia per il proprietario dell’immobile. Scopriamo perché. La visura catastale è come una carta di identità dell’immobile, aggiornata e precisa (deve esserlo per legge!) e consente di determinare la rendita catastale.

La rendita catastale (che compare anche nei seguenti documenti: visura catastale storica, visura su soggetto ed elenco immobili) è il valore fiscale attribuito agli immobili (la rendita catastale si riferisce ai fabbricati, mentre il reddito dominicale ed agrario fa riferimento ai terreni) e rappresenta un parametro fondamentale per la determinazione delle imposte sugli immobili (IMU, Tasi, imposta di registro ecc) e per stipulare atti di compravendita, di permuta, di donazione e successione.

La rendita catastale in definitiva determina il valore di un’immobile, essa cambia infatti in base alla categoria, al Comune ed alla classe dello stesso ed ogni unità immobiliare ne possiede una, ad eccezione di tutti quegli immobili detti “a destinazione speciale” (chiese, cimiteri, porti, stazioni, ecc).

LA RENDITA CATASTALE: ECCO COME LA VISURA CATASTALE E’ UTILE AL CALCOLO DELLE IMPOSTE SUGLI IMMOBILI

La rendita catastale è un parametro fondamentale per la determinazione delle imposte sugli immobili. È quel dato che serve a calcolare la base imponibile, a cui poi vanno sommate le aliquote e sottratte eventuali detrazioni e che ci permette, in definitiva, di pagare l’IMU e la Tasi. Il calcolo della rendita catastale, per le unità immobiliari di categoria A,B e C, deriva da una moltiplicazione della consistenza dell’immobile per la tariffa propria del Comune, zona censuaria e corrispondente a classe e categoria. (Discorso a parte meritano invece gli immobili di categoria D ed E, per i quali la rendita è determinata attraverso una stima diretta.)

I parametri essenziali al calcolo delle imposte altro non sono che quei dati forniti da una visura catastale, che riporta in un unico documento zona censuaria, categoria, classe e consistenza dell’immobile, ed infine, appunto, la rendita catastale. Ulteriore fattore importante, da tenere sotto controllo, è l’aggiornamento della planimetria catastale, e la presenza o meno, di eventuali ipoteche su immobili e terreni.

Ma come si legge una visura catastale?

Nella visura catastale l’immobile viene identificato dal foglio (la porzione di territorio in cui l’immobile è sito), la particella (o mappale,che attraverso un numero determina la porzione di terreno o il fabbricato entro cui si trova l’immobile) e dal subalterno (l’elemento minimo che identifica l’immobile all’interno di un fabbricato, e che non sempre è presente) del Comune cui appartiene. Mentre se la visura è di un terreno- da foglio e particella. Sulla visura figura il nome del proprietario (nudo proprietario o anche affittuario, se l’immobile è dato in affitto), anche se, a sé stante non è possibile considerarla un documento con valore probatorio. La visura catastale è utile anche a chi è in procinto di stipulare un contratto di affitto, o per chi deve richiedere la fornitura di energia, nonché per la compilazione del modello Isee.

Infine, è possibile richiedere una visura catastale in modalità standard (cioè aggiornata al momento più recente) o storica. La visura in modalità storica permette di ottenere tutte le informazioni e variazioni storicamente registrate dalla Agenzia del Territorio per quanto riguarda l’immobile, dalla sua edificazione fino al momento presente.

TASI E IMU: COME CALCOLARE LA RENDITA CATASTALE

La scadenza fissata per martedì 16 giugno 2015, per il pagamento della doppia rata dell’IMU e della Tasi, non comporta sostanziali differenze dall’anno scorso: in primo luogo è necessario stabilire se la rendita catastale ha subito modifiche, per effetto – ad esempio – di acquisti, vendite, frazionamenti o successioni.

La rendita catastale, presente nella visura catastale, si conferma indispensabile per calcolare le imposte sui beni immobili. È possibile determinare la rendita catastale dell’immobile controllando l’atto di compravendita o più semplicemente effettuando una visura catastale. La visura catastale infatti, contiene informazioni censuarie degli immobili ed è un comodo strumento per conoscere lo stato catastale.

Gratuitamente, puoi ottenere alcune informazioni utili sulla tua rendita catastale dal sito: www.rendita-catastale.it.

Se la rendita catastale e il patrimonio immobiliare personale non hanno subito modifiche o variazioni di alcun tipo, calcolare l’importo è un’operazione semplice: basterà reperire le ricevute del 2014, sommare gli importi delle rate di giugno e dicembre e versare dunque il 50% di quanto corrisposto.

Quanto appena detto riguarda l’imminente rata di giugno; il saldo di dicembre 2015 infatti, potrebbe subire variazioni per effetto delle nuove aliquote che i Comuni introdurranno entro il 31 luglio 2015 (e che vedranno la luce, con delibera comunale, entro il 28 ottobre 2015). Per il momento, 1 Comune su 4 ha applicato le nuove aliquote.

In caso di cessioni, vendite o successioni sarà necessario ricalcolare la rendita catastale dell’immobile.

Una volta stabilita la rendita catastale bisognerà rivalutarla al 5% e applicare i seguenti moltiplicatori:

160 per tutti i fabbricati classificati nel gruppo catastale A e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, con esclusione della categoria A/10

140 per tutti i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5

80 per tutti i fabbricati classificati nelle categorie catastali A/10 e D/5

65 per tutti i fabbricati classificati nel gruppo catastale D, ad eccezione dei fabbricati classificati nella categoria catastale D/5.

Ricordiamo, inoltre, che per fabbricati considerati di interesse storico o artistico e per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili è prevista una riduzione del 50% della base imponibile.